Calcolatore autolivellante: kg e sacchi per m²
L'autolivellante consuma circa 1,6 kg per m² per ogni millimetro di spessore: 20 m² a 5 mm fanno quindi all'incirca 160 kg, sette sacchi da 25 kg. Inserisci la superficie e lo spessore medio e questo calcolatore ti dà la tua quantità, in chili e in sacchi interi, gratis nel browser. L'autolivellante prepara il sottofondo; il rivestimento sopra si calcola a parte.
Calcola la quantità →Quanto autolivellante ti serve?
Inserisci la superficie, lo spessore medio e – se diverso – il consumo riportato sul sacco. Il risultato è il peso totale e il numero di sacchi, arrotondato per eccesso.
Valore predefinito: sostituiscilo con il dato del produttore.
Facoltativo: mostra il costo del materiale per la quantità arrotondata.
Ti serve
Inserisci una superficie e uno spessore per vedere la quantità.
Il risultato si aggiorna mentre digiti: non devi confermare nulla.
Quantità = superficie × spessore × consumo.
Determinare bene lo spessore
- Individua il punto basso e quello alto del sottofondo con staggia e livella; la differenza è lo spessore massimo.
- Usa la profondità media dell'ambiente, non il punto più profondo – è ciò che consuma in media tutta la superficie.
- Resta nell'intervallo del prodotto (spesso 1–10 mm per uno strato sottile, di più per una massa spessa); sotto il minimo non scorre, sopra il massimo può fessurarsi.
Consumo, primer e asciugatura
Il consumo è il dato che cambia di più il risultato – prendilo dal sacco, non da una regola pratica:
- La maggior parte degli autolivellanti cementizi consuma circa 1,5–1,7 kg per m² per mm di spessore; 1,6 è un valore sicuro e modificabile sopra.
- Applica prima un primer al sottofondo: evita un'asciugatura troppo rapida e una cattiva adesione – cambia l'adesione, non la quantità.
- Prevedi un piccolo margine per un sottofondo irregolare o le perdite in fase di impasto; il campo sopra aggiunge una percentuale.
Cosa fa questo calcolatore – e cosa no
Fa
Calcolare i chili e i sacchi di autolivellante per il sottofondo, a partire da superficie, spessore medio e consumo del sacco.
Non fa
Progettare o posare il rivestimento sopra. Il pianificatore di Autolay gestisce piastrelle, doghe o laminato con il computo e gli sfridi – non l'autolivellante. Impastarlo e colarlo resta un passaggio a parte, in cantiere.
Misura lo scarto prima di comprare qualsiasi cosa
La quantità di autolivellante dipende quasi interamente da un numero che devi stabilire in cantiere: lo spessore medio dello strato. Tutto il resto — superficie, resa, formato del sacco — o è noto o è stampato sulla confezione. Sbagliare la media di un millimetro sposta un lavoro da 20 m² di circa 32 kg, cioè più di un sacco intero.
Lavora con una staggia da 2 m e cunei di misura o un metro. Appoggia la staggia in più direzioni, diagonali comprese, e annota la luce sottostante su una griglia di punti: una lettura per metro quadro basta in una stanza d'abitazione. Segna il punto alto, perché è quello che la superficie finita deve coprire: lì lo spessore sarà il minimo del prodotto, e ogni altro punto richiede quel minimo più la propria luce.
L'errore da evitare è dare per scontato che la media sia metà del massimo. Un pavimento con un solo avvallamento profondo e per il resto piano ha una media molto più bassa di uno che degrada costantemente da parete a parete, anche a parità di lettura peggiore. Fai la media dei punti della griglia: è quello il numero che il calcolatore qui sopra si aspetta.
- Una lettura per metro quadro, sotto una staggia da 2 m, in almeno due direzioni più le diagonali.
- Somma a ogni lettura lo spessore minimo del prodotto: la malta deve colare, non solo riempire.
- Fotografa il pavimento segnato prima della colata. A superficie livellata nessuno può più ricostruire dov'erano gli avvallamenti.
- Controlla i bordi a parte: è al perimetro che i massetti si imbarcano verso l'alto ed è lì che si nascondono le sorprese peggiori.
Il sottofondo decide quale prodotto puoi usare
Prima ancora che conti la quantità, il prodotto deve essere adatto a ciò che sta sotto. Gli autolivellanti a base cementizia sono la scelta predefinita e accettano quasi ogni sottofondo; quelli a base di solfato di calcio o gesso scorrono benissimo e costano meno, ma devono restare asciutti per sempre, il che li esclude da bagni, lavanderie e da qualsiasi pavimento esposto ad acqua stagnante. Su un massetto in anidrite l'ordine si inverte: prima si carteggia il massetto per togliere la pellicola superficiale, perché è proprio quello strato sottile e debole a staccarsi quando l'adesione cede.
Ogni prodotto porta poi uno spessore minimo e uno massimo, e sono limiti, non consigli. Un rasante fine dichiarato da 1 a 10 mm non riempie un avvallamento da 25 mm: colato a quello spessore ritira, fessura e costa il triplo di un prodotto per forti spessori. Il contrario fallisce con la stessa puntualità — un prodotto molto caricato, tirato a 1 mm, non chiude mai in una superficie liscia. Se lo scostamento supera l'intervallo del prodotto, lavora in due strati con il primer intermedio prescritto dalla scheda tecnica, oppure passa a un massetto di livellamento e trattalo come un lavoro di massetto.
Tre stratigrafie chiedono un prodotto dedicato. Sopra un impianto radiante lo strato entra a far parte del pacchetto riscaldato: usa un prodotto fibrorinforzato, rispetta il ricoprimento sopra la generatrice del tubo indicato dal produttore dell'impianto e lascia in opera la fascia perimetrale finché il prodotto non ha indurito, così il pavimento può muoversi. Sopra vecchie piastrelle il sottofondo deve essere sano prima di tutto — batti ogni piastrella, sostituisci quelle che suonano a vuoto, carteggia lo smalto e usa un primer aggrappante, perché una piastrella staccata si legge attraverso qualsiasi spessore. Sopra un tavolato in legno avvita prima le tavole perché smettano di lavorare, poi usa un prodotto flessibile fibrorinforzato allo spessore minimo più alto che dichiara, con il velo di desolidarizzazione se la scheda lo richiede.
- I prodotti a base gesso restano fuori dai locali umidi; quelli cementizi vanno quasi ovunque.
- Su anidrite: carteggia e usa il primer indicato dalla scheda tecnica — la pellicola superficiale è lo strato che se ne va con l'adesione.
- Leggi il minimo con la stessa attenzione del massimo: 1–10 mm non riempiono 25 mm, e un prodotto per forti spessori non chiude a 1 mm.
- Impianto radiante, vecchie piastrelle e tavolato in legno chiedono ciascuno il proprio prodotto — fibrorinforzato, aggrappante, flessibile — non il sacco più economico del bancale.
La resa indicata sul sacco decide l'ordine
Gli autolivellanti si esprimono in chilogrammi per metro quadro per millimetro di spessore, e quel valore varia più di quanto si creda. La maggior parte dei prodotti cementizi sta fra 1,5 e 1,7 kg — per questo 1,6 è un valore predefinito sensato —, quelli alleggeriti e fibrorinforzati scendono talvolta a 1,2 e quelli molto caricati o a base solfato di calcio arrivano a 1,8. Su 30 m² a 5 mm, la differenza fra 1,4 e 1,8 vale 60 kg: due o tre sacchi.
Prendi quindi la resa dal sacco o dalla scheda tecnica del prodotto che comprerai davvero, non da una regola pratica né dalla scheda di un altro marchio. Se confronti due prodotti sul prezzo, confrontali sul costo per metro quadro per millimetro e non sul costo al sacco: il sacco più economico dà con regolarità il pavimento più caro.
Un margine di sicurezza in aggiunta è prassi, non imbottitura. Un sottofondo più assorbente del previsto, una stanza più in pendenza di quanto la griglia suggerisse, il materiale che resta nel secchio e nel tubo della pompa: dal cinque al dieci per cento copre tutto questo, e il campo qui sopra permette di dichiararlo invece di gonfiare di nascosto lo spessore.
Il primer cambia il lavoro, non la quantità
Il primer è il passaggio più spesso saltato e più spesso responsabile di una colata fallita. Su un sottofondo assorbente — massetto cementizio, anidrite, calcestruzzo vecchio — la superficie nuda estrae l'acqua d'impasto in pochi minuti. La malta smette di colare, indurisce sotto la propria resistenza e trattiene crateri dove l'aria in fuga non ha potuto richiudersi. Il primer regola quell'assorbimento perché l'autolivellante conservi l'acqua nei pochi minuti che gli servono per distendersi.
Su un sottofondo non assorbente il problema è opposto: una superficie piastrellata o sigillata non offre nulla a cui aggrapparsi, quindi il compito del primer diventa l'aggrappo. Sono prodotti diversi, o quantomeno diluizioni diverse dello stesso prodotto, e la scheda tecnica dice quale. La diluizione conta: troppo diluito su un massetto assetato non fa quasi nulla, e puro su una superficie densa può lasciare una pellicola lucida su cui la malta scivola.
In ogni caso il sottofondo dev'essere pulito, coeso e libero da tutto ciò che rompe un'adesione: polvere, prodotti di stagionatura, residui di colla, vernice, gesso dell'intonaco. Aspira invece di scopare, e lascia che il primer raggiunga lo stato descritto dalla scheda prima di impastare il primo sacco. Niente di tutto questo cambia i chili che il pavimento richiede; tutto questo decide se quei chili restano al loro posto.
Impasto, tempo aperto e la regola della colata unica
L'autolivellante è insolitamente sensibile all'acqua. Un litro in più per sacco e l'impasto segrega, perde resistenza e asciuga con una superficie tenera e polverosa; un litro in meno e non cola, restando come un cordolo sotto la staggia. Misura l'acqua invece di valutarla a occhio, impasta con miscelatore ad azione forzata per tutto il tempo indicato sul sacco e lascia riposare l'impasto per il tempo di maturazione, se previsto.
Il tempo aperto è breve — di norma 15–30 minuti dall'impasto, meno in una stanza calda. È questo a rendere la colata un problema di organizzazione più che di miscelazione: ogni impasto deve raggiungere il precedente mentre è ancora fresco, altrimenti i due non si fondono e resta un cordolo. Cola a strisce, mantieni il bordo fresco e passa il rullo frangibolle sulla superficie fresca per liberare l'aria intrappolata.
È anche per questo che il calcolo dev'essere generoso di esattamente un sacco. Restare senza materiale a tre quarti della stanza non è un fastidio: è una ripresa fredda da levigare e una superficie che non è più piana. Un sacco chiuso torna al rivenditore; una ripresa levigata costa un pomeriggio e il noleggio di una levigatrice.
- Pesa o misura l'acqua; non giudicarla dalla consistenza nel secchio.
- Impasta sacchi interi. Mezzo sacco dosato a occhio è la causa abituale di una zona di colore e durezza diversi.
- Tieni la stanza fra circa 15 e 25 °C, lontano dal sole diretto e dalle correnti, durante la colata e il primo giorno.
- Disaera con il rullo frangibolle e lavora a strisce abbastanza strette perché la successiva incontri un bordo fresco.
Essiccazione, umidità residua e quando si può posare il rivestimento
Su ogni sacco compaiono due tempi diversi che vengono confusi di continuo. «Pedonabile» significa che la superficie regge il passaggio senza segnarsi, di solito dopo due o quattro ore. «Pronto alla posa» significa che l'umidità residua è scesa abbastanza da posarvi sopra un rivestimento senza intrappolare acqua. Fra i due stati possono passare giorni.
Come valore di pianificazione vale un giorno per millimetro di spessore in condizioni normali, ma resta appunto un valore di pianificazione. Stanze fredde, umidità elevata e ventilazione scarsa lo allungano parecchio, e un rivestimento impermeabile al vapore — vinile in rotolo, la maggior parte dei pavimenti resilienti, un parquet incollato con adesivo a barriera — perdona un pavimento quasi asciutto molto meno di un laminato a clic su materassino. Misura l'umidità residua e confrontala con il limite del produttore del rivestimento invece di depennare giorni dal calendario.
Con il riscaldamento a pavimento c'è un passaggio in più: l'impianto va riportato in temperatura secondo un protocollo documentato prima della posa, e quel protocollo consuma giorni suoi. Mettili in programma dall'inizio; scoprirli nella settimana in cui il pavimento dovrebbe arrivare è il modo tipico di perdere due settimane.
Una volta che il sottofondo è piano e asciutto, il rivestimento diventa un calcolo a sé — formato, disegno, lista di taglio e sfrido — ed è esattamente il lavoro che il pianificatore gratuito di Autolay svolge da una foto della planimetria, da un modello IFC dell'edificio o da una scansione 3D.
Domande frequenti sull'autolivellante
Quanto autolivellante serve al m²?
La maggior parte degli autolivellanti cementizi consuma circa 1,5–1,7 kg per m² per ogni millimetro di spessore; il calcolatore parte da 1,6 kg/m² per mm. Moltiplica la tua superficie × spessore medio × questo consumo – per esempio, 20 m² a 5 mm danno circa 160 kg.
Quanti sacchi sono e come si arrotonda?
Il calcolatore divide il peso totale per il formato del tuo sacco e arrotonda sempre per eccesso a sacchi interi, perché non si compra mezzo sacco. Con 160 kg e sacchi da 25 kg sono 7 sacchi (160 ÷ 25 = 6,4, arrotondato), più l'eventuale margine di sicurezza.
Il calcolatore è gratuito e funziona nel browser?
Sì. Funziona interamente nel tuo browser, gratis e senza registrazione, e non viene inviato nulla a un server. Basta inserire la superficie, lo spessore medio e il formato del sacco per vedere i chili e il numero di sacchi.
Come ricavo lo spessore medio e non solo il punto più basso?
Appoggia una staggia da 2 m in più direzioni e misura la luce sotto la staggia su una griglia di punti, circa una lettura per metro quadro. La media di quelle luci, sommata allo spessore minimo richiesto dal prodotto, è il tuo spessore medio. Quasi mai corrisponde a metà del massimo: un pavimento con un solo avvallamento profondo ha una media molto più bassa di uno che scende in modo continuo da una parete all'altra.
Serve il primer e cambia la quantità di prodotto?
Serve su quasi tutti i sottofondi e non cambia la quantità di autolivellante: cambia la riuscita della colata. Su massetto o calcestruzzo assorbenti il primer impedisce al sottofondo di richiamare l'acqua d'impasto prima che la malta sia colata e abbia fatto presa. Su superfici non assorbenti come il gres fornisce l'aggrappo che la superficie liscia non dà. Il primer si calcola a parte, in genere 100–200 g per m² a seconda della diluizione.
Quanto bisogna aspettare prima di posare il pavimento?
Pedonabile non significa pronto alla posa. La maggior parte degli autolivellanti regge il passaggio dopo 2–4 ore, ma il rivestimento si posa solo quando l'umidità residua è scesa abbastanza — come ordine di grandezza un giorno per millimetro, di più con freddo o umidità elevata e molto di più sotto un rivestimento impermeabile al vapore. Misura l'umidità residua invece di contare i giorni e rispetta il limite del produttore del rivestimento.
Si può livellare sopra le piastrelle o sopra il riscaldamento a pavimento?
Sopra piastrelle sane e ben aderenti sì, con il primer adatto e dopo aver sgrassato: battile e sostituisci quelle che suonano a vuoto. Sopra il riscaldamento a pavimento serve un prodotto omologato e il ricoprimento minimo sopra i tubi indicato sul sacco; l'impianto dev'essere spento e freddo durante la colata e riportato in temperatura secondo il protocollo di riscaldamento. Entrambi i casi cambiano primer e spessore minimo, non il modo di calcolare la quantità.
Cosa succede se l'autolivellante finisce a metà colata?
Si crea una ripresa fredda: il primo impasto inizia a far presa prima che arrivi il successivo, i due non si fondono più e resta un cordolo visibile che andrà levigato. È il miglior argomento per aggiungere un margine di sicurezza e per tenere in cantiere un sacco in più di quanto chieda il calcolo. Un sacco chiuso di solito si rende; una ripresa levigata costa un pomeriggio.
Progettare il rivestimento sopra
A sottofondo livellato, il pianificatore gratuito di Autolay calcola il rivestimento – piastrelle, doghe o laminato con computo e sfridi – da una foto della tua planimetria, un modello IFC dell'edificio o una scansione 3D.
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